Alcol e droghe sul lavoro: cosa cambia davvero con la Legge 198/2025

La Legge 198/2025, che converte il Decreto-Legge 159/2025, segna una svolta importante nei controlli su alcol e sostanze stupefacenti in ambito lavorativo.
Il modello tradizionale basato su controlli programmati lascia spazio a un sistema più rapido, mirato e orientato alla prevenzione, fondato sul principio del ragionevole sospetto.

L’obiettivo? Ridurre il rischio di infortuni, tutelando allo stesso tempo la salute e la dignità del lavoratore.


Dal controllo periodico all’intervento immediato

La grande novità è il cambio di approccio:
non si attende più il controllo programmato, ma si può intervenire subito quando emergono segnali concreti di possibile alterazione.

👉 Quando può scattare il controllo?
Se un superiore rileva elementi oggettivi come:

  • comportamenti anomali o incoerenti
  • alito alcolico
  • sonnolenza o difficoltà di concentrazione
  • alterazioni evidenti delle capacità psicofisiche

Come funziona la procedura: 3 fasi chiare

Il nuovo sistema prevede un percorso strutturato e tracciabile:

  1. Segnalazione del preposto
    Il superiore gerarchico rileva e documenta i segnali osservati.
  2. Allontanamento cautelativo dalla mansione
    Il lavoratore viene temporaneamente tolto dall’attività a rischio, a tutela propria e dei colleghi.
  3. Visita medica straordinaria immediata
    Il Medico Competente effettua la valutazione clinica e, se previsto, test rapidi alcolemici o tossicologici.

Il ruolo chiave del Medico Competente

Con la Legge 198/2025, il Medico Competente diventa una figura ancora più centrale e reattiva.
È l’unico soggetto autorizzato a:

  • valutare la situazione sanitaria del lavoratore
  • disporre eventuali accertamenti mirati
  • esprimere il giudizio di idoneità alla mansione
  • proporre misure correttive o di supporto

Sempre nel rispetto della privacy, del segreto professionale e delle garanzie del lavoratore.


Cos’è davvero il “ragionevole sospetto”?

Il ragionevole sospetto non è un’impressione soggettiva né un’accusa generica.
È una valutazione oggettiva, documentata e verificabile, basata su elementi concreti che fanno presumere un uso improprio di alcol o droghe.

In presenza di tale sospetto, il Medico Competente può:

  • convocare il lavoratore per un colloquio riservato
  • richiedere test specifici solo se previsti dal protocollo sanitario
  • valutare l’idoneità alla mansione
  • suggerire soluzioni come cambio temporaneo di mansione o percorsi di supporto

⚠️ Importante
La legge vieta espressamente controlli arbitrari:
nessun test può essere effettuato senza un sospetto fondato e senza il coinvolgimento del Medico Competente.


Test positivo ≠ punizione automatica

Un risultato positivo non comporta automaticamente sanzioni disciplinari.
La Legge 198/2025 punta prima di tutto su prevenzione e recupero, prevedendo:

  • percorsi di ascolto e supporto
  • collaborazione con i Servizi per le Dipendenze (Ser.D.)
  • possibilità di riabilitazione e reinserimento lavorativo
  • aggiornamento obbligatorio del DVR, includendo il rischio da sostanze psicoattive

Chi è soggetto ai test obbligatori?

Non tutti i lavoratori.
I controlli riguardano mansioni in cui l’alterazione psicofisica può mettere a rischio la sicurezza propria e altrui, tra cui:

🚛 Trasporti

  • autisti professionali (TIR, autobus, taxi, corrieri)
  • macchinisti ferroviari
  • piloti e personale di volo
  • addetti alla movimentazione merci in porti e aeroporti

🏗️ Lavori ad alto rischio

  • operatori di gru, carrelli elevatori, escavatori
  • lavoratori edili su impalcature o tetti
  • addetti a linee automatizzate pericolose

🏥 Settore sanitario e assistenziale

  • medici, infermieri, OSS
  • personale che gestisce farmaci o apparecchiature critiche

⚗️ Industria e energia

  • addetti a impianti a pressione, reattori, centrali elettriche
  • lavoratori esposti a rischio di incendio, esplosione o contaminazione

🚓 Sicurezza e vigilanza

  • forze dell’ordine
  • vigili del fuoco
  • guardie giurate
  • addetti alla sicurezza di infrastrutture critiche

Il datore di lavoro può imporre il test?

Sì, ma con limiti molto precisi.

Il datore di lavoro può:

  • chiedere la verifica
  • disporre l’allontanamento dalla mansione

❌ Non può somministrare direttamente il test.

Il lavoratore è tenuto a sottoporsi solo agli accertamenti effettuati dal Medico Competente o da personale sanitario autorizzato.


Cosa succede se il lavoratore si rifiuta?

Il rifiuto ha conseguenze rilevanti:

  • inidoneità temporanea alla mansione
  • sospensione immediata dall’attività a rischio
  • eventuale cambio mansione
  • se il cambio non è possibile, sospensione della retribuzione per impossibilità della prestazione

Inoltre, il lavoratore viene inviato a accertamenti di secondo livello presso le strutture pubbliche (Ser.D.) per il recupero dell’idoneità.


Le sanzioni previste

Il rifiuto non è solo una violazione contrattuale, ma anche dell’art. 20 del D.Lgs. 81/08 (obblighi dei lavoratori).

Le conseguenze possono includere:

  • sanzioni penali per alcune categorie (es. trasporto merci pericolose, ferrovie)
  • provvedimenti disciplinari, che in caso di gravità o recidiva possono arrivare fino al licenziamento per giusta causa

In sintesi

La Legge 198/2025 introduce un sistema più tempestivo, strutturato e responsabile, che rafforza la sicurezza nei luoghi di lavoro senza trasformare il controllo in uno strumento punitivo.
Prevenzione, tutela della salute e sicurezza collettiva diventano finalmente parti dello stesso equilibrio.

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