Strage di Suviana, possiamo ancora sopportare tutto questo?

“Ma… se invece di 4 ore di aggiornamento, ne facessimo una, una e mezza..?”

Questo mi è stato chiesto il giorno 11 aprile, durante un appuntamento di lavoro.

Questo mi è stato chiesto un giorno dopo l’esplosione a Bargi, sul lago di Suviana, incidente che ha contato, dopo più di 48 ore di ricerche dei dispersi da parte dei Vigili del Fuoco, 7 morti e 5 feriti gravi.

Questa domanda mi è stata rivolta negli stessi minuti in cui le piazze italiane si saturavano, ancora una volta, l’ennesima, l’ulteriore, la superflua evidentemente, di folle manifestanti al grido “Basta morire di lavoro!”.

Ma allora, perché tutto questo continua a succedere? Siamo davvero tanto ingenui e ostinati nel ripetere gli stessi errori o, semplicemente, siamo schiavi di un meccanismo che vede la sicurezza sul lavoro come un ostacolo da raggirare?

Perché è di questo che si tratta: datori di lavoro (non sensibilizzati) che considerano ancora la materia come un inutile sperpero di forze e risorse, oppure la solita cocciuta idea che tanto capita sempre agli altri, il fatturato a ogni costo, senza scrupoli né vincoli. Il sistema italiano ha bisogno di una rivoluzione radicale, dal fondo, senza dover aspettare e sperare nelle nuove generazioni che, come tutti noi, rimarranno invischiate nel viscido sistema che ha appeso al muro il D.lgs. 81/08 come bersaglio per dardi pieni di ostilità e diffidenza.

Gran parte delle aziende non conoscono le possibilità concesse dai fondi interprofessionali, fondi che permettono di ricevere la formazione sulla sicurezza in maniera totalmente gratuita. Ora vi chiederete dove possano trovarsi le risorse per pagare docenti, materiale e aule. Ebbene, queste spese sono coperte dalle tasse che ogni mese vengono detratte dalle nostre buste paga, che vengono accumulate in questi scrigni segreti, dai quali le Società possono attingere e reinvestire nella formazione.

I decessi sul luogo di lavoro, dal primo gennaio al 12 aprile 2024, sono oltre 200, potendo scontare dai giorni lavorativi i week end, le ferie di Natale, le ferie di Pasqua e, per i più fortunati, anche gli eventuali ponti.

È tempo che non siano solo i sindacati a scendere in piazza, è tempo che lavoratori, preposti, RSPP, consulenti, formatori, parenti delle vittime, facciano fronte comune per fermare questa ecatombe.

Non abbiamo bisogno di ulteriori misure per la sicurezza, abbiamo bisogno delle risorse per attuare quanto già è emanato; abbiamo bisogno di puntualità e affidabilità da parte delle istituzioni; che gli organi di vigilanza abbiano il numero di uomini sufficienti per fare informazione e formazione, non essere costretti a un sistema sanzionatorio per istruire le aziende; abbiamo bisogno che i datori di lavoro non siano schiavi del fatturato e possano trattare con coscienza, consapevolezza e rispetto le vite dei propri dipendenti.

Abbiamo bisogno di guadagnarci il pane ma anche di fare i regali ai nostri genitori, ai nostri compagni, ai nostri figli: oggi e fino a quando sia la natura a fare il suo corso anziché essere vittima sacrificale al lavoro.

L’impegno di ciascun componente dello staff di Medica Work è quello di promuovere la vita e la dignità di ogni individuo rendendolo consapevole rispetto ai rischi che incontra ogni giorno nelle sue mansioni, attraverso il suo servizio strutturato di Formazione sulla Sicurezza, offrendo consulenza alle aziende, competenza e affiancamento continuo ed efficace.

Per maggiori informazioni chiama lo 0424 833924 o scrivi una mail a: info@medicawork.it

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